sabato, 13.12.08
Superman: Presidente Lex Luthor

Testi: J.M De Matteis, Greg Rucka, Jeph Loeb, Karl Kesel, Mark Schultz, aa.vv.
Disegni: Ed McGuinness, Tony Harris, Dale Eaglesham, Matthew Clark,Rob Liefeld, aa.vv.
Albi originali: President Luthor Secret Files #1, Action Comics #773, The Adventures of Superman #581, #586, Superman #162-66, Superman: The Man of Steel #108-110 e Superman: Lex 2000 #1
Edizione italiana: Planeta DeAgostini Comics, Brossurato, 240 pp, 14,95 Euro.
Chi è Lex Luthor? Da sempre, la nemesi per eccellenza dell’Uomo D’Acciaio.
Il diabolico miliardario di Metropolis questa volta però ha deciso di puntare in alto candidandosi alla presidenza degli Stati Uniti D'America, aspirando così alla carica di uomo più potente del globo. Immaginate cosa tutto questo possa significare per Superman, da sempre strenuo difensore dell’American Way e splendida incarnazione del sogno a stelle e strisce. Queste sono le (ottime) premesse di Presidente Luthor, volume pubblicato dalla Planeta DeAgostini che ripropone la prima parte di un ciclo di storie dei primi anni 2000.
Ma perché lo fa? La sua non è esclusiva sete di potere, dato che Lex Luthor domina da sempre la vita pubblica di Metropolis; egli decide di candidarsi alle elezioni presidenziali proprio per dare a Kal-El il più grande tormento possibile: difendere le sorti di una nazione il cui presidente, in realtà, è l’uomo che odia di più al mondo. Emblematica in questo senso è la sequenza d’apertura della storia, in cui Lex, costretto a vivere suo malgrado una città che adora il suo grande eroe, capisce in un istante quale sia il modo migliore per assestargli un colpo devastante dal quale non riuscirà a riprendersi. Inoltre con i mezzi di cui disporrebbe una volta entrato nello studio ovale Luthor potrà decidere le sorti dell’attività metaumana e rendere la vita impossibile agli amici più cari di Superman. Senza considerare poi che il vice del nuovo presidente è Pete Ross, marito di Lana Lang (il primo amore di Supes) e amico d’infanzia di Clark.
Il TP quindi ripercorre le fasi del trionfo di Lex, qui ottimamente rappresentato come un cinico, astuto e machiavellico calcolatore in grado di far cadere l’America ai propri piedi con una facilità spiazzante. Allo stesso tempo assistiamo alla rabbia dell’Azzurrone che non si capacita come i cittadini del suo paese possano aver compiuto una scelta così aberrante, ed egli si ritrova ancor più in difficoltà dato che, svolgendo quotidianamente il lavoro di giornalista, è "costretto" a raccontare la "verità". Ma qual è la verità, in un mondo dominato dai media che manipolano le notizie in modo di condizionare l’opinione pubblica? Il ruolo dei mezzi informativi all’interno della società americana (e occidentale in genere) è fondamentale in questa storia, e la rabbia di un giornalista "vecchio stampo" come Perry White, direttore del Daily Planet, si scontra con lo sfrontato opportunismo di Cat Grant, disposta a tutto pur di guadagnare notorietà e diventare un membro influente dello staff di Luthor. Il pensiero inevitabilmente corre alle elezioni americane del 2000 e alla vittoria "presunta" di George W.Bush, i cui legami a doppio filo con alcuni network americani hanno scatenato (e generano tuttora) un incessante vespaio di polemiche.
Nonostante i validissimi spunti che questo volume offre però, a causa della notevole quantità di autori e disegnatori coinvolti, si paga la costante disomogeneità grafica e narrativa della storia, facendo sì che la trama risulti eccessivamente spezzettata e ci sia qualche alto e basso di troppo. Alcuni intermezzi, simpatici ma abbastanza inutili, sono sicuramente piacevoli se letti in albo singolo, ma non giovano ad una raccolta in volume, anche perché a volte si ha la sgradevole sensazione di essersi “persi qualcosa” accaduto in precedenza.
E’ interessante osservare poi come gli altri eroi reagiscono all’elezione di Luthor: la rabbia del Cavaliere (potete leggere la prosecuzione di questa vicenda su "Batman: La Leggenda" n.18), l’ostilità fra Aquaman e Superman, l’affetto di Wonder Woman e degli altri compagni della JLA, che lo spronano ad andare avanti nella sua battaglia, nonostante tutto. Ci auguriamo che questa sia la prima di una serie di ristampe di storie di qualche anno fa molto valide e divertenti, anche perché questo è il Lex Luthor che ci piace vedere in azione (se avete letto 52 capite bene a cosa mi riferisco), malvagio, efferato e crudele, lontano da quelle caratterizzazioni “burlesche” che ogni tanto vengono riproposte.
Dura Lex.. sed Lex.
A cura di Elena Pizzi
domenica, 03.08.08
Superman: Red Son

Testi: Mark Millar
Disegni: Dave Johnson e Kilian Plunkett
Albi originali: Superman: Red Son #1-3
Edizione Italiana: Inedito
L’Uomo D’Acciaio da sempre rappresenta l’incarnazione per eccellenza dell’American Way. Atterrato nelle campagne del Kansas per sfuggire al destino infausto del suo pianeta, Kal-El combatte instancabilmente per regalare agli uomini un futuro migliore. Ma cosa sarebbe successo se la navicella che conteneva il piccolo esule di Krypton fosse caduta in una fattoria ucraina durante il regime staliniano? E’ questo il punto di partenza di Mark Millar per una storia che ci permette di osservare il mondo di Superman da un punto di vista totalmente nuovo.
Tra l’altro i disegnatori coinvolti in questo progetto, Johnson e Plunkett, sono stati bravi (soprattutto nelle copertine) nel rappresentare perfettamente Superman con lo stile grafico tipico dell’arte comunista.
Fa effetto vedere l’Azzurrone indossare l’uniforme sovietica, ed è ancora più strano osservarlo mentre opera in un contesto totalmente diverso dal solito, facendosi portavoce di valori in cui normalmente non potrebbe credere. Millar è stato esemplare nel mantenere immutate le caratteristiche sostanziali del personaggio (ovvero l'amore per il prossimo e la sua infaticabile lotta per la libertà) collocandolo però sullo sfondo della Russia staliniana.
Mi hanno chiamato soldato, ma non era vero. Non sono mai stato un soldato. Un soldato segue sempre gli ordini. Un soldato conosce e odia il suo nemico. Un soldato combatte e muore per la sua gente.. io combattevo solo per ciò che era giusto.
Questa graphic novel si presta inoltre ad interessanti riflessioni politiche: avrebbe potuto essere una storia nostalgica in cui gli americani sono i buoni e i russi incarnano come d’abitudine il male assoluto, ma per fortuna non è così. La realtà alternativa dipinta da Millar è un insieme di inquietanti sfumature di grigio. Lo scontro fra gli Stati Uniti e l’antico spauracchio comunista è il cuore della vicenda, ma la questione che emerge è la seguente: come si comporterebbero gli USA se i propri nemici (una volta l'URSS, adesso i terroristi) disponessero di un'arma letale capace di distruggerli? Nei fumetti DC vediamo abitualmente gli eroi americani violare la sovranità delle altre nazioni e scatenare guerre a proprio uso e consumo ignorando la politica internazionale, ma questa storia ci fa riflettere su cosa succederebbe a parti invertite, con un'America disposta a tutto pur di salvaguardare la propria incolumità.
Le figure di spicco della continuity supermaniana ci sono tutte: Lex Luthor, Lana Lang, Lois Lane, Wonder Woman (innamoratissima di Supes), Jimmy Olsen, Hal Jordan, Braniac, e un Batman caratterizzato in maniera eccezionale. Millar riscrive infatti le origini del Cavaliere Oscuro con un esito particolarissimo, estremizzando la personalità del personaggio e trasformandolo in un folle assetato di vendetta.
Come ho sottolineato in precedenza Superman in questa storia conserva le sue caratteristiche essenziali, anche se in quest’occasione lo vediamo piegarsi alle logiche della politica, scelta che lo porterà a fare un sacco di errori di valutazione, tentando di realizzare un’utopia socialista che di fatto non può compiersi. Supes diventa una sorta di Grande Fratello (e qui i richiami ad Orwell sono palesi) ad uso e consumo del partito comunista sovietico, trascinato al potere addirittura dallo “Zio Giò” Josif Stalin, figura che però avrebbe potuto essere sfruttata meglio all’interno della storia. Una curiosità: "Stalin" in russo significa proprio acciaio, quindi gli "uomini d'acciaio" in questa storia sono ben due.
Questa è una storia per tutti, adatta sia ai fan dell’Azzurrone sia a quelli che non hanno una conoscenza profonda di Superman. Chiaramente però i lettori di vecchia data apprezzeranno i riferimenti alla continuity tradizionale del personaggio reinterpretati in una chiave totalmente originale.
Non esiste ancora un’edizione italiana di questo volume, ma la sembra che la Planeta DeAgostini abbia intenzione di pubblicarlo nel 2008.
A cura di Elena Pizzi
Superman: Imperatore Joker

Storia: Jeph Loeb, Joe Kelly, J.M. De Matteis e altri
Disegni Ed McGuinness, Doug Mahnke, Kano e altri
Albi originali: Superman #160-61, Adventures of Superman #582-83, Superman: The Man of Steel #104-05, Action Comics #769-70 e Emperor Joker #1.
Edizione italiana: Planeta DeAgostini - TP - 14,95 Euro
La prima sensazione che si ha leggendo questa storia è che, in effetti, ci sia qualcosa che non va. Superman soffre di strani vuoti di memoria e viene rinchiuso ogni notte in una cella di Arkham, le sorti di Metropolis sono affidate ad un Bizzarro goffo e maldestro, la JLA è formata da un manipolo di criminali incalliti e una cinica e spietata Lois Lane è a capo del complesso industriale più importante del paese, la Lane Corp. E’ questo l’originale punto di partenza di una saga che probabilmente farà storcere il naso ai “puristi” dell’Universo DC ma che divertirà parecchio chi ha voglia di salire sulle montagne russe ed abbandonarsi a qualcosa di completamente fuori dai canoni. Gli autori coinvolti sono parecchi: Jeph Loeb, Joe Kelly, J.M. De Matteis e alle matite Ed McGiunness e Doug Mahnke, solo per citarne alcuni.
La storia sin dall’inizio è spumeggiante e densa di eventi, e chiaramente rappresenta anche una parodia di Superman e del mondo dei supereroi in genere. E a chi poteva essere affidato il ruolo di maestro delle cerimonie in un mondo in cui nulla sembra avere più senso? Al Joker, chiaramente, che in maniera imprevedibile è riuscito a plasmare l’universo a sua immagine e somiglianza divertendosi a distruggere le vite dei suoi vecchi nemici. Come un novello Orlando (non è un caso infatti che Supes e il Dottor Irons si rechino proprio sulla luna a cercare un modo per risolvere la situazione) l’Azzurrone sarà quindi costretto a ritrovare il proprio senno (o meglio, la consapevolezza di sé) e a cercare di rimettere a posto le cose, aiutato dagli amici di sempre e da qualche improbabile alleato. La galleria di personaggi presentata è impressionante, e alcune parodie sono assolutamente riuscite: Wonder Woman in versione casalinga disperata, Flash ridotto ad un svaligiatore di fast-food, Kon-El trasformato in “super burger boy” e Kyle Raner che diventa una “Lanterna di carta gialla” che semina terrore nel mondo grazie alle ombre cinesi.
Chiaramente il ruolo centrale della vicenda è affidato al Joker, splendido manifesto della pazzia ed incarnazione del fool letterario che, nonostante la propria follia, riesce ad avere una visione del mondo spesso molto più lucida di chi gli sta intorno. Il ruolo scelto per Batman invece è particolare: in una storia in cui è presente la sua nemesi per eccellenza chiaramente il Cavaliere Oscuro non può mancare, ma gli autori hanno scelto di raccontarlo in modo particolare: Bruce è ostaggio delle sue paure, appare costantemente terrorizzato, e, come un moderno Prometeo, è destinato ad una tortura terribile che si ripete ogni notte.
Come si può vedere quindi gli spunti non mancano e gli autori hanno dato vita ad una storia originale ed imprevedibile, ma sono presenti comunque alcuni aspetti negativi: la trama in alcuni punti dà l’idea di essere forzata e confusionaria, la parodia, per quanto divertente, a volte sembra eccessiva ed eccessivamente autoreferenziale, ed è stato riservato poco spazio ad un personaggio come Lex Luthor che avrebbe potuto essere sfruttato meglio. Inoltre nella parte finale dedicata alla “rinascita” di Superman viene utilizzata la retorica che spesso vediamo associata a questo personaggio (ovvero il tema della speranza, della purezza d’animo e dell’amore per il prossimo che vince su ogni cosa) che sono parte integrante del fascino dell’Azzurrone ma che se abusati possono risultare stucchevoli e poco efficaci.
Per quanto i disegni poi possano essere adatti ad una storia così, lo stile di McGuinness e dei degli altri artisti che hanno collaborato a questa storia spesso conferisce ai personaggi uno stile “caricaturale” che può non piacere a tutti. Le interpretazioni possibili di questa saga quindi sono molteplici e, più che in altre occasioni, affidate al proprio gusto personale e al modo in cui si percepiscono i supereroi. Lettura consigliata ad un pubblico temerario che abbia voglia di divertirsi dimenticando per qualche ora i personaggi DC a cui siamo abituati.
A cura di Elena Pizzi
Articoli vecchi:
03.08.2008
- Superman: La Strada per l'Inferno
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- Superman: Battaglia Finale
- Superman: Our Worlds at War
- Superman: Sacrificio
29.07.2008




