venerdì, 17.04.09
Fantastici Quattro: 1234
Edizione: collezione 100% Marvel, Marvel best
Autore:Grant Morrison
Disegnatore:Jae Lee
Colorista: Josè Villarrubia
In 3 anni di Marvel (dal 2001 al 2004, tralasciando però Skrull kill krew del 1994 con Mark Millar) il genio totale dello scozzese più pazzo del mondo non sbagliò nemmeno un colpo, per prima cosa infatti il nostro Grant si dedicò alla resurrezione degli uomini X dove, ispirato dalle storie di Claremont e Byrne,si divertì a demolire e innovare l'universo Marvel con il suo scalpello fatto da delirante misticismo sci-fi e contorte introspezioni psicologiche.
Non contento della sua monumentale opera però Morrison in questi pochi anni firma anche la storia Marvel Boy, uno dei più originali e svisionanti "trip" fantascientifici che avrete mai l'opportunità di leggere,e la miniserie 1234, con protagonista il fantastico quartetto, per la collana Marvel Knights. Come ricompensa per il suo ottimo lavoro, l'autore scozzese si vede chiudere tutte le porte dalla casa delle idee,che, non appoggiando il suo progetto sulla linea Ultimate e anzi chiudendo gli spazi lavorativi in favore di Bendis e Millar, favorirà in questo modo l'abbandono di Morrison regalando di fatto uno dei più grandi scrittori di fumetti viventi all'avversaria DC.
Se questo fatto è motivo di giubilio per tutti i fan integralisti della casa del pipistrello e dell'azzurrone,è anche un grosso rammarico per tutte le magnifiche storie che Grant avrebbe potuto regalarci con gli eroi marvel, serbatoio di idee piuttosto florido per un funambolo della penna come lo scozzese.
1234 è l'esempio lampante di questo, miniserie che si svolge in un imprecisato momento in cui tutti i protagonisti sono sulla terra e il Baxter Building è intatto al suo posto (parole dello stesso autore), una storia singola, a se stante e fruibile in completa indipendenza dalla continuity.
La trama anche se inizialmente può sembrare contorta muove in realtà a ben vedere da premesse abbastanza banali:sfruttando gli attriti storici della fantastica famigliola Marvel, Von Doom, aiutato da una nuova macchina "plasmafato" e supportato da l'uomo talpa e il principe Namor, cerca di regolare una volta per tutte il suo conto con Reed Richards, quello che si rivela essere sbalorditivo in questa storia è per così dire tutto il "contorno", dalla sceneggiatura ai dialoghi, all'approfondimento psicologico.
Non servono infatti pretesti tanto originali per mettere in difficoltà gli F4, perchè i motivi classici funzionano benissimo, non sono altro che le motivazioni più vere e più lampanti e rappresentano le essenze dei personaggi.La rabbia di Ben per essere diventato un mostro di pietra privato in qualche modo della sua dignità e della possibilità di un amore fisico,un amore umano e relegato al ruolo di superfusto tutto muscoli e poco cervello, la frustazione di Sue, moglie di un uomo che ama e che stima nel modo più vero ma che allo stesso tempo si sente sola e abbandonata perchè messa in secondo piano rispetto alla passione di Reed per la sua scienza e per questo attratta da un ideale di rapporto più romantico ed evasivo come quello offertole dal Principe Namor, il senso di inutilità e la debolezza di Johnny, seppellita sotto quella maschera da figo ribelle tanto costruita e artefatta e infine la paura di essere sempre all'altezza della situazione, la voglia di non deludere mai nessuno, di essere sempre degno di sua moglie dei suoi amici e della sua scienza,di Mister Fantastic, paura che spesso lo divora facendolo isolare dal mondo facendolo precipitare in quella che Sue chiama "La sindrome di Aspenger" ("intelligenza elevata,risultati brillanti,carenza di Empatia,perseguimento ossessivo ed esclusivo di interessi personali")
Doom,dopo tanti anni e tante batttaglie, conosce perfettamente le debolezze del quartetto e cerca di sfruttarle per distruggere il supergruppo dall'interno, imbastendo una grande partita a scacchi e colpendo un membro alla volta ad ogni mossa,cercando di sfruttare i suoi desideri e i suoi sogni a proprio vantaggio,per poi arrivare allo scacco matto, allo scontro con il "RE Richards" ormai abbandonato,privato delle sue difese familiari.
Destino non si farà scrupoli durante la partita e userà come pedine l'Uomo talpa, con il suo egoistico desiderio di potere,e il Sub-Mariner, che però pur attratto dalla prospettiva dell'amore di Sue non si farà controllare tanto facilmente e alla fine renderà piena gloria alla sua caratura aristocratica e al suo orgoglio regale.
Il difetto del piano di Destino è proprio questo, concentrato sulle sue mosse infatti Victor diventa scontato e prevedibile e soprattutto cieco, cieco come tutti quelli che non riescono a capire che la forza dei 4 è nel gruppo, nell'unione profonda che lega ogni entità all'altra, nella fiducia e nella stima reciproca, cieco perchè non capisce che la forza di Mr Fantastic non è tanto il suo genio smisurato o la sua presunzione, quanto la sua capacità di preoccuparsi sempre per tutti, di prevenire e ingegnarsi contro ogni male che possa colpire le persone a lui care, queste sono le doti che rendono Richards un eroe dalla caratura morale eccezionale.
Questa storia così fortemente intrisa di tematiche psicologiche, ma anche esoteriche e fantascientifiche (marchio di fabbrica dello scozzese) è resa divinamente dai disegni sporchi,rotondeggianti e cupi di un Jae Lee ispiratissimo e impreziositi dalle bellissime colorazioni di Villarubia, capace di regalare degli sfondi pazzeschi e un effetto "Fiamma" veramente ottimo. Unico rammarico è il pensiero che molto probabilmente non vedremo mai cosa avrebbe potuto regalarci il buon Grant con una Run completa del quartetto che, se questi erano i presupposti, si sarebbe rivelata sicuramente un altro gioiello di rara bellezza; ma la cosa dopotutto non sconvolge più di tanto visto che probabilmente nessuno più di lui sa rendere così lustro alla parola "Fantastico".

A cura di Iago Menichetti
Devil: L'Uomo Senza Paura

Testi: Frank Miller
Disegni: John Romita Jr.
Edizione Originale: Daredevil, Man Without Fear, ottobre 1993-febbraio 1994
Edizione Italiana: brossurato 100% Marvel Italia
"Maledizione, chi diavolo sei?" "Chiamami Devil"
Chi poteva rinarrare le origini di Daredevil se non lui, il mitico Frank Miller? Chi meglio di John Romita Jr. poteva trasformare la sceneggiatura in un opera d'arte? Nessuno. Questa è LA storia di Matt Murdock. Una "storia d'amore, dolore, tormento e riscatto" e molto di più. Insomma, è un fumetto imprescindibile per chiunque voglia avvicinarsi al vendicatore rosso, una "pietra miliare nella lunga e gloriosa storia del supereroe cieco".
"Il solo modo per impedire alle persone di essere cattive è fare delle regole. Delle leggi. In una lunga notte solitaria, il destino del ragazzo è segnato. Studierà le regole. Studierà le leggi."
E' legittimo chiedersi quando Matt diventi veramente Daredevil. Beh, non c'è un momento preciso. Lo diventa quando viene colpito per la prima volta da un bullo, quando inizia a voler studiare le leggi, quando l'isotopo radioattivo lo rende cieco. Probabilmente il suo destino era gia segnato. Interessante è invece pensare al perchè lo diventi, è il suo riscatto verso i prepotenti. In un certo senso, tutto quello che fa è indirizzato ad arrecar danno a loro. Avvocato di giorno, diavolo vendicatore di notte. Ama la giustizia, probabilmente più di qualunque altro personaggio fumettistico, e fa quel che fa perchè sa che la giustizia non può arrivare ovunque, e allora serve una "spintarella".
"Ti amo, Elektra
E poi c'è l'amore. Elektra, chi l'avrebbe mai detto? Così diversi eppure uguali, allenati nello stesso modo ma con una moralità totalmente diversa, Elektra, indomabile Femme Fatale, e Murdock, paladino della giustizia. Sarà mica la teoria del Tao? Questo amore purtroppo non può durare, come dice Elektra "Non ti porterò con me. Moriresti... o peggio. Farò molto meglio... a lasciarti. Andrò all'inferno da sola." Lei lo sa. Non si può cambiare ciò che si è. Non ci si può mischiare al nemico, mai. Pena la punizione.
Dulcis in fundo, la battaglia. La determinazione di Matt. Quello che è disposto a fare per salvare dei bambini sequestrati dalla mafia. Sfiderà da solo una dozzina di uomini, schiverà proiettili, combatterà con tutte le sue forze per il bene. Non sembra niente, in confronto a ciò che potrebbe fare Silver Surfer o Iron Man. Ma lui è solo umano. Deve solo concentrarsi e schivare, colpire, ascoltare. L'uomo senza paura, è questo ciò che è, e lo sarà sempre. E' un personaggio pieno di paradossi, ma a noi piace così.
Come in Rinascita, anche qui Matt appare per tutto il fumetto senza costume, e solo nelle ultime due pagine assistiamo alle immagini di un Devil rosso che salta dai palazzi.
“Il costume è una buona idea. L'ho cucito io. Dio solo sa come mi sta”.
E Matt, il costume ti sta benissimo!
A cura di Dejan Trevisan
Daredevil: Battlin' Jack Murdock

Soggetto, sceneggiatura e disegni: Carmine di Giandomenico
Testi: Zeb Wells
Albi originali: Daredevil: Battlin’ Jack Murdock #1-4, Collana Marvel Knights.
Edizione Italiana: Panini Comics, 96 pp, 12 euro.
There’s a way, and I know
that I have to go away
I know, I have to go.
Credo sia abbastanza immediato, durante la lettura di Battlin’ Jack Murdock, pensare, se li si conosce, a questi versi della canzone Father&Son di Cat Stevens. Si tratta alcune parole molto semplici ma toccanti che un padre, portando su di sé il penso degli anni, vuole lasciare al proprio figlio prima di congedarsi dalla vita. Ed allo stesso modo in questa bella storia di Carmine Di Giandomenico si analizza il rapporto, spesso difficile, tra un padre e un figlio le cui esistenze, in modo diverso, si avviano ad essere stravolte. Quattro sono le parti di cui si compone questo volume, e quattro sono i round che scandiscono lo storico incontro sul ring di “Battlin’” Jack Murdock, pugile esperto e ombroso che decide consapevolmente di non piegarsi al meccanismo degli incontri truccati della malavita, condannandosi a morte.
E’ una storia che abbiamo letto più volte raccontata da diversi autori nel corso degli anni, ma in questo caso la possiamo osservare da un punto di vista diverso, ovvero quello del padre, attraverso i pensieri del quale ripercorriamo la difficile vita di un genitore di Hell’s Kitchen che deve crescere il proprio figlio da solo. E tra l’altro il compito diventerà ancora più difficile quando il piccolo Matt Murdock, destinato ad entrare nel cuore dei lettori grazie alle sue avventure come Daredevil, subisce un incidente gravissimo che lo priva della vista in modo permanente.

Battlin’ Jack Murdock è la storia di un padre imperfetto che, consapevolmente, imbocca una strada senza uscita con la convinzione di garantire al proprio figlio un futuro migliore. E’ un’analisi delicata e non retorica del rapporto genitori-figli, che mostra quanto possa essere lacerante la vita familiare e quanto sia difficile imboccare la strada giusta in un mondo che spesso decide di voltarti le spalle. I disegni di Di Giandomenico, il cui tratto a prima vista può sembrare così rude rispetto alla perfezione di Michael Lark, in realtà è ideale per la storia, arricchita da una colorazione densa di chiaroscuri e giochi di luce che la rendono ancora più d’impatto. Di Giandomenico ha prestato un’attenzione maniacale ai particolari, rendendo magnificamente la fatica e la violenza di uno sport come la boxe, con i volti dei suoi personaggi stravolti dalla fatica e che si contorcono in smorfie di dolore autentico. Sangue, sudore, rabbia, tutto si mescola in un racconto molto “fisico” in cui ancora una volta il ring diventa una splendida metafora della vita, ideale per raccontare storie di caduta e rinascita.
L’autore ha deciso di prendersi alcune licenze di continuity (Jack in realtà non ha mai saputo dell’addestramento del figlio, mentre era in vita), ma questo non rovina assolutamente la narrazione, anzi, la rende più emozionante e convincente.
Mi chiamo Battlin’ Jack Murdock, e sono qui per combattere.
Lasciatevi trasportare da questo intenso racconto di vita vissuta, che permette di assistere con uno sguardo coinvolgente ed inedito alla nascita di uno degli eroi più rappresentativi della Casa delle Idee.
A cura di Elena Pizzi




