DC Leaguers

giovedì, 27.08.09

Nuovo sito!!!

Stiamo arrivando.
Al vostro ritorno dalle vacanze, speriamo di potervi offrire una sorpresa che vi sarà gradita: DC Leaguers lascia il circuito forumcommunity per trasferirsi su un dominio indipendente!
Grazie a voi e alla vostra passione, grazie alla vostra simpatia e amicizia, in questi mesi siamo cresciuti più di quanto noi stessi avremmo mai potuto sperare. Cosa comporta tutto ciò? Che se prima la nostra tavolata si componeva di dieci appassionati a discutere delle più belle storie in circolazione, adesso saremo due, tre, quattro volte tanti. Che se prima la DC era una meteora sconosciuta per gran parte dei lettori italiani, adesso comincia ad essere (possiamo dirlo?) una piacevole scoperta... Coloro che in questi mesi si sono avvicinati alla nostra community con ingenua curiosità, ora potranno tornare e reiscriversi come veterani appassionati e vogliosi di avvicinare nuove persone alla nostra passione comune. Questo è ciò che questa trasformazione alla quale abbiamo voluto prestarci presuppone. Per molti sarebbe niente, per noi tutto. Perchè noi viviamo di sogni e di passioni. E fra poco, potrai farlo anche tu. Ti aspettiamo!



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Quando decidemmo di dedicare la nostra vita al perseguimento dei valori di Giustizia, Uguaglianza e Libertà fra gli uomini, rinunciammo a noi stessi per vivere di un Ideale superiore. Ognuno di noi giurò di onorare gli ideali cui aveva consegnato la propria fedeltà, e di vivere la propria vita senza mai smettere di combattere per essi. Avremmo sanato l'ingiustizia giorno per giorno dovunque essa si fosse celata, avremmo prestato il nostro braccio ai deboli e agli indifesi, avremmo ispirato altri a mostrare quanto di meglio si celava dentro di loro. Ma c’era qualcosa in noi che avrebbe trasceso l’immanenza del vivere quotidiano per rifugiarsi nel reame del Sogno: noi saremmo divenuti un Ideale imperituro di onore, lealtà, amicizia e cortesia, un esempio mai spento di coraggio indomito e di servizio disinteressato. Qualcuno vi dirà che l'eroismo è morto, che persone disposte a sacrificare il proprio interesse per un bene superiore sono esclusiva materia di fantasia. Noi però esistiamo, benvenuti nella Lega della Giustizia.

Autore: last Categoria: DC Universe Ore: 15:42

giovedì, 25.06.09

Justice

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Testi: Jim krueger e Alex Ross
Disegni: Doug Braithwaite, Alex Ross
Edizione Americana: Justice 1-12
Edizione Italiana: Justice 1-6, Planeta De Agostini

Non si poteva scegliere un titolo più azzeccato per questo meraviglioso affresco corale che risponde al nome di Justice.
Si tratta di uno degli ideali più invocati, inflazionati e perseguiti della storia dell’umanità: sin dagli albori della civiltà, la Giustizia è da sempre stata il fine ultimo della società civile, un valore puro e assoluto cui ispirarsi e cui aspirare. Un ideale, tuttavia, non totalizzante. Spesso e volentieri la Giustizia è entrata infatti in contrasto con la libertà. Si dice spesso che la giustizia cominci laddove la mia libertà si scontra e invade quella altrui, e una delle libertà fondamentali dell’uomo è quella dell’autodeterminazione, della legislazione e dell’esecuzione del corpus di leggi di cui ci si è dotati.
La Giustizia e la Libertà divengono quindi latitudine e longitudine di quel campo minato che descrive il rapporto fra uomo e superuomo.
Con quale diritto gli Eroi si sono arrogati l’onere della Legge? Con quale stipula l’uomo ha rinunciato al suo diritto di arbitro della Legge consegnandola ai Metaumani?
Affidandosi completamente agli straordinari poteri dei suoi Campioni, l’umanità ha perso ogni capacità di crescere culturalmente, di sviluppare un progresso doloroso e duraturo verso il miglioramento della propria condizione esistenziale. L’alba degli Eroi ha segnato il tramonto della civiltà umana, congelata da decenni in un limbo ignavo di ogni stimolo positivo.

Chi ha deciso che dovevamo essere salvati? Chi ha deciso di srotolare il tappeto rosso davanti ai salvatori? E’ quello che voglio sapere. Eravamo coloro che forgiavano il pianeta, che tenevano alta la fiamma, eravamo i sognatori e i creatori di leggende. Eravamo gli inventori, l’industria, la vita e il sangue. Noi eravamo gli uomini della Terra, non loro.

Assoggettata dalla magnificenza dei supereroi, l’umanità ha scelto di pensare alle proprie potenzialità rifugiandosi nella fede nei suoi nuovi dei.
Paladini della Terra non sono più i suoi stessi abitanti, ma un manipolo di alieni agli occhi dei quali l’umanità è debole e indifesa, un “cucciolo” del cosmo da accudire e proteggere, senza permettere che il cucciolo cresca, diventi forte, soffra, cada e impari a rialzarsi.
A rialzare le testa, a scuotere le coscienze dei propri simili e a riprendere in mano orgogliosamente il destino del proprio pianeta, è un pugno di uomini liberi e consapevoli dell’ostacolo rappresentato dagli Eroi allo sviluppo delle umane possibilità. Jim Krueger e Alex Ross descrivono un mondo in cui i nuovi araldi del riscatto dell’umanità sono i più grandi Criminali del nostro mondo.
Luthor e la Società Segreta dei Supercriminali mostrano il nuovo volto di un potere spietato. Essi divengono fautori di una colossale revisione prospettica all’interno della quale la menzogna non ha soltanto un primato assoluto, ma anche la specifica funzione di distruggere la realtà, punire la reputazione dei suoi protagonisti fino a quel momento e ricrearla a sua immagine e somiglianza. La menzogna si accompagna a una logica serrata fondata sull’invidia nel divenire creatrice di uno scenario fittizio che nega verità, debiti ed eroismi per sostituirli con una scena di cartapesta fatta di paure, invidia e immaginari complotti contro la libertà dell’uomo.
L’accusa è semplice, suggestiva ed efficace: la mancanza di azione degli Eroi a favore del progresso umano è il più grande crimine della storia del nostro pianeta; continuando a salvare l’umanità dai disastri premurandosi di preservare lo status quo, ha condannato l’umanità alla mediocrità e a una primitiva inciviltà.
Il vero potere degli Eroi è l’autorevolezza e l’autorità che la società conferisce loro; privi dei suddetti presupposti la loro presenza è del tutto trascurabile. Luthor intende privare i supereroi del loro ruolo sociale, ribaltando la prospettiva.
L’epicità dello scontro fra la Lega della Giustizia e la Società Segreta dei Supercriminali è data dal fatto che i personaggi sono presenti all’interno della storia nelle loro incarnazioni iconiche, quelle che hanno contribuito a farli entrare nel mito.
Ed è così che mentre i Criminali bonificano paludi, coltivano deserti, trovano la cura per malattie incurabili, gli Eroi vedono il peggiore scenario palesato dai loro incubi prendere corpo davanti ai propri occhi. Pur con tutti i loro poteri, essi si ritrovano a dover combattere con la propria inutilità.
Maestosa e straordinaria la scena, affidata a un Braithwaite in stato di grazia, in cui Superman deve confrontarsi contro quattro dei suoi più acerrimi nemici di sempre: Parassita, Metallo, Bizzarro e Solomon Grundy. Ciò che colpisce maggiormente è la maestria degli autori nel veicolare attraverso questa superba scena di lotta la battaglia fra colui che metaforicamente rappresenta la Speranza e i simbolici alfieri di quegli antivalori che la speranza osteggiano, l’Avidità, la Disumanità, l’Ignoranza e la Brutalità.
Krueger e Ross condannano un mondo che non sa scorgere la verità oltre l’apparenza, la falla dietro la propaganda. Condannano coloro che chiedono risultati immediati, clamore, slogan, che non guardano come si sia arrivati a certi risultati, se di risultati duraturi si può parlare, né dove essi potranno condurre a lungo andare, ma semplicemente si beano di un potere che non hanno mai avuto e non avranno mai, consegnando le loro coscienze a chi intende fare il proprio interesse spacciandolo per quello della collettività.

Che fare con l’umanità, con la sua ostilità e la sua predisposizione per la violenza? Quanto vi odio, tutti quanti. Siete poco più che un virus. Poco più che insetti. La vostra esistenza è accidentale. Non siete nati per una volontà precisa. Ed è per questo che, anche nel vostro attuale stadio evolutivo, siete ancora così patetici.

Fortunatamente, come nelle migliori tradizioni epiche, all’ora più buia segue un luminoso bagliore di speranza. Persino in questo momento in cui le bandiere sono a terra, sgonfiate e meste, qualcuno raccoglie lo stendardo.
E’ la ribalta dei supereroi, che parte dalle riserve e come un fuoco divampa a riabbracciare col calore di una nuova fiducia gli animi di chi stava disperando di potercela fare ancora una volta. E’ la Giustizia che, ancora una volta, sminuita e vilipesa da masse troppo indegne di Lei, si affida a un pugno di uomini coraggiosi per riverberare ai posteri l’eco della propria grandezza.
La Giustizia è un desiderio innato, indomabile di esprimere con maggiore pienezza ciò che siamo, o meglio, ciò che possiamo essere. E’ il fuoco della passione che arde per quell’istinto che è dentro ognuno di noi e che ci porta a desiderare di essere uguali e liberi, capaci di scegliere e di comprendere che non esiste maggiore libertà che quella di poter agire in accordo con le Leggi e i sistemi di cui noi stessi ci dotiamo.

Forse, Alfred, un giorno l’umanità, o ciò che l’umanità diventerà, guarderà al suo passato e scoprirà in questi giorni l’inizio del cambiamento. Della trasformazione in qualcosa di più grande. Forse vedranno una nuova prospettiva. Una nuova mancanza di paura. Anche quando dovremo affrontare qualcosa che non vorremmo mai. O forse non succederà niente. Ma posso sperare, no? Posso sperare che non sia stato inutile. Perché lo vedo nelle vite nella Lega della Giustizia, lo vedo nelle vite dei miei amici.

In questo straordinario tributo a tutta la forza, la potenza e lo splendore degli eroi DC, Jim Krueger e Alex Ross ci invitano a esaltare il valore delle idee dietro i simboli di queste icone. Ci invitano a comprendere che il nostro mondo non è fatto di Eroi, che le persone a cui abbiamo demandato la nostra sicurezza e il nostro benessere, non sono animati dalla stessa fiamma che arde nei cuori di Superman e degli altri membri della Justice League. Vogliono farci capire che se il nostro mondo è il mondo dei Luthor, è il momento di battersi per ciò che vogliamo consegnare ai nostri figli. E’ il momento di guardarsi allo specchio e chiedersi se una pizza, un cinema e una serata con la nostra ragazza ci riempiono la vita, o se abbiamo bisogno di qualcosa di più per sentirci uomini. Per sentirci liberi.
Forse un giorno mi desterò di colpo dal letto e comprenderò che tutto questo, questa vita, non è che un sogno. Ma è il come deciderò di vivere quel sogno che mi definirà come individuo.

di Marco Cecini
Autore: last Categoria: DC Universe Ore: 10:01

mercoledì, 17.06.09

The Bat and... The Question

THE BAT.. AND THE QUESTION

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Ladies first! Finalmente ci siamo, manca solo una settimana e poi finalmente, in tutte le librerie specializzate USA, debutterà, con il numero #854, la nuova gestione di Detective Comics targata Greg Rucka/J.H. Williams III. L'attesa per il debutto di Batwoman e The Question (disegnata invece da Cully Hammer) è altissima, e lo scrittore Greg Rucka ha racconato al sito specializzato IGN le sue sensazioni e il suo lavoro su una serie che si preannuncia incredibile ed innovativa a livello grafico e contenutistico. Ecco qui la traduzione dell'intervista a cura della redazione di DC Leaguers.

IGN: Sembra che la serie regolare di Batwoman sia stata attesa e “chiacchierata” a lungo da parte dei fan. Puoi descrivere il percorso intrapreso da questo progetto fino ad arrivare al punto attuale?

Rucka: Beh, avevano previsto una serie, o almeno una mni, antecedente a 52. Eravamo giunti a quel punto, ormai quanti anni sono passati? E poi ci fu tutto quel clamore causato dal New York Times, e improvvisamente tutti nel mondo sapevano che era lesbica! E che aveva i capelli rossi! E che apparentemente usava il rossetto! Di conseguenza dovemmo utilizzarla in 52 e trovare un modo di “mostrarla” nel corso dell’anno. Facemmo del nostro meglio, riorganizzando il tutto dato che non faceva parte del nostro piano. Quando 52 finì, la DC aveva fatto capire che il personaggo avrebbe dovuto avere una propria serie prima o poi. Fui la persona che prese la palla al balzo, e non sono ancora sicuro di come sia successo. Ma fu dato per scontato, dato che per la maggiorparte scrissi io le pagine di 52 a lei dedicate e quindi ero la persona più indicata a portare avanti la cosa. Per cui l’ho fatto.

E poi ci furono i progetti One Year Later, iniziati quando Peter Tomasi era l’editor globale delle testate batmaniane. E’ stato Pete il primo a suggerire che io e Williams III saremmo stati grandiosi per questo progetto. Parlò a Jim (Williams III, n.d.t) , Jim e io cominciammo a parlare, e poi Pete lasciò il suo lavoro come editor per cominciare quello come scrittore. Michael Siglain diventò nuovo editor del progetto, e allo stesso tempo quello di 52 quando Steve Wacker se ne andò, per cui si trattava di un editor con cui avevo un buon rapporto di lavoro. Ci tuffammo dritti in tutto questo, io ci stavo lavorando da molto, ad esempio su idee come la Bibbia del Crimine e cose del genere. Jim si sedette e diede un’occhiata al design già esitente del personaggio, ci portò alcune delle sue idee (anche estetiche) e le sviluppammo, modificando quelle precedenti. A quel punto stavo già scrivendo le sceneggiature.

Di fatto non c’è mai stato un annuncio ufficiale fino allo scorso febbraio. Le persone sapevano che ci sarebbe stata una serie, e questo è stato di sicuro il peggior “segreto nascosto” degli ultimi due anni. Non è stato annunciato fino a febbraio anche perché Dan Didio era desideroso di dare a questa serie l’occasione migliore. Aveva sostenuto questo progetto dall’inizio, e abbiamo perso il conto di quante volte se ne fosse parlato. Poi arrivò “Battlle for the Cowl”, e capimmo che era arrivato il momento più giusto e logico. Con Bruce fuori gioco era giunta l’ora, e ci fu suggerito di “piazzarla” su Detective Comics. C’era un precedente per questo, così abbiamo capito che fosse la cosa migliore: “Grande! Facciamolo!” Ma sì, è stato un percorso lungo e strano. Fino a dicembre dell’anno scorso non eravamo sicuri che la serie sarebbe uscita. Procedevamo col lavoro sperando che prima o poi capissimo come e dove utilizzarlo.

IGN: Nonostante le apparizioni in fumetti come 52, la Bibbia del Crimine e Revelations, hai dichiarato che nessuno al di fuori di te, JH Williams III e Michael Siglain sa davvero molto su questo personaggio. Sappiamo che è ricca, lesbica, ebrea, ha i capelli rossi e una volta ha avuto una storia con Renèe Montoya. Cos’altro ci puoi dire del personaggio?

R: Il fatto è che non sono sicuro di voler svelare molte altre cose. Se fossi un fan e non fossi “nell’ambiente” (e sapessi cioè come viene realizzato tutto questo), direi “Bella storia!”. Potrei essere un po’ frustrato, perché c’è stato un hype notevole, ma nemmeno per colpa della DC.. sono stati i media a insistere sul “Ooooh, guarda i lettori di fumetti! Non sono strani e divertenti?” E’ quel modo generico e offensivo che si usa nei confronti della nostra arte e dei nostri fan. Ma dirò che non è quello che la gente pensa, Non è Batman con due belle tette, non è un clone di Barbara Gordon. Non è il caso di un “cosa sarebbe successo se Barbara non fosse stata colpita dal Joker e alla fine si fosse trasformata da Batgirl a Batwoman?” Kate Kane ha una sua personalità. Ha vissuto una qualche tragedia personale che l’ha spinta ad indossare il mantello. Devi necessariamente attraversare l’inferno per decidere di mettere un pipistrello sul petto e picchiare la gente di notte, oltre al fatto che sei in grado di cavartela. L’ho già detto in passato, e lo vedrete presto; per tutti gli altri, quando indossano il bat-costume, è solo un costume. Per Kate è un’uniforme. Influenza tutto ciò che fa, e ci dice molte cose di lei. La storia che io e Jim stiamo raccontando si divide in storyarc, o atti. I primi 4 numeri costituiscono la prima parte, con lo scopo di, in parte, risolvere ed allineraci con la continuity e gli argomenti lasciati in sospeso su 52. I 3 numeri successivi parlano delle origini, ma è tutto molto organico, perché, casua di quello che avviene nei primi 4 numeri, il racconto delle origini è essenziale. E poi la fine della storia rappresenta la risoluzione del conflitto che affronta nel corso della storia. Mi rendo conto di non aver risposto alla tua domanda, in realtà sto cercando di evitarla (ride). Mettiamola in questo modo: nel canone batmaniano, le persone intraprendono la sua lotta perché lo vedono come un riferimento, spesso dopo un reclutamento. Non è il caso di Kate.

IGN: Uno degli aspetti più intriganti del personaggio, al di fuori, forse, solo di Cacciatrice durante No Man’s Land, che ha avuto l’audacia di prendersi il mantello senza la benedizione di Batman. E’ una tematica che emergerà nella storia?

R: Sì, fino ad un certo punto. Se ripensiamo a 52, sappiamo che lei ha incontrato Nightwing, che ovviamente ne avrà parlato a Batman. Batman sa di lei e sa cosa fa. Guardiamola da questo punto punto di vista: C’è Batman e una prima generazione di eroi per cui lui è un mentore: Robin, Batgirl, Nightwing e a suo modo anche Cacciatrice. Cacciatrice si è fatta strada con la forza nel gruppo, ha dato un’occhiata e ha deciso che non le piaceva. Kate è la seconda generazione, non credo ci sia un modo migliore di dirlo. Per Kate è diverso seguire l’uomo e l’ideale. Per lei, il Pipistrello non è Batman, il Pipsitrello è una bandiera. Un emblema, come difendere le “stelle e strisce” in battaglia.

IGN: Hai menzionato prima il famigerato articolo del New York Times, che ha “annunciato” il personaggio prematuramente alla stampa non di settore…

R: Non si è trattato solo di questo, sono finito su Der Spiegel! (quotidiano tedesco n.d.t.) [ride], è balzato attraverso il pianeta! Era un grande articolo, parlava del nuovo Blue Beetle e dei Grandi 10, ma qual è stata l’unica cosa citata dalla BBC? Batwoman gay! E’ stato come un “avanti, ragazzi!”

IGN: L’orientamento sessuale di Batwoman è uno dei tanti aspetti del personaggio. Ha anche i capelli rossi, e, come hai già sottolineato, non si tratta di una caratteristica che può definirla. A causa ancora una volta dell’hype creato dal New York Times, molte persone presteranno attenzione a come ti occupi della sua sessualità. Come scrittore stai cercando di non preoccupartene, e la guardi come se fosse un qualsiasi altro personaggio? O sei consapevole delle possibili implicazioni, e per quanto riguarda la tematica sua sessualità ti regoli di conseguenza?

R: Entrambi. Credo fermamente che il proprio lavoro come scrittore sia lo scrivere i personaggi. Non sono solo un accento divertente o una frase d’effetto, quella è una caricatura. Gli elementi che costituiscono i personaggi sono enormi. Educazione. Esperienze personali. Provenienza. Infanzia. Genitori. Il tuo libro preferito, il tuo cibo preferito. Il peggior giorno della tua vita e il primo bacio. Tutti questi aspetti si manifestano nel personaggio, e ci rendono unici come individui.
Kate è gay. E’ una componente del personaggio. Sa di esserlo, è ha fatto pace con se stessa per questo. Nessuno vuole leggere e noi certamente non vogliamo raccontare la storia di un caso particolare da doposcuola. Ma come vedrete nelle sue origini, c’è un momento in cui deve pagare un prezzo altissimo per il fatto di essere omosessuale. Deve sacrificare qualcosa di immenso valore per lei per rimanere fedele a se stessa. Da un lato non me ne preoccuperò, perché non posso. Sarebbe limitante, e, come ho detto, finirei per scrivere la storia di un “diverso”, e non è quello che stiamo facendo. Stiamo scrivendo un fumetto di supereroi, un supereroe che in questo caso è gay, ha i capelli rossi, e guida una moto. Voglio dire, le piace anche il sushi. Dall’altra parte, so che è una tematica importante. La Dc ha messo il batsegnale su un personaggio che è gay, dicendolo dall’inizio.

Non si tratta solo di un episodio speciale di Detective Comics, è stata presa una decisione precisa: introdurre un supereroe che fosse gay. Allo stesso modo abbiamo personaggi asiatici, di colore, ebrei, e pensavamo fosse ora che anche i gay fossero rappresentati. Qundi sì, è una responsabilità. Non dobbiamo “andarci leggeri” e non farle perdere mai un combattimento perché è gay, sarebbe lo stesso se scrivessi Fulmine Nero (Black Lightning) e non lo facessi mai perdere perché è nero, lo stesso per Wonder Woman perché una donna. E’ un modo pessimo di raccontare. Ma è il primo supereroe mainstream ad essere dichiaratamente gay fin dall’inizio, e sarà il più rappresentativo. Bisogna farlo responsabilmente e con rispetto, io JH Williams e Mike Siglain ne siamo consapevoli. E’ un’arma a doppio taglio, e come ho detto le persone devono approcciare il personaggio come qualsiasi altro personaggio. Ma d’altra parte ci sarà interesse aggiuntivo perché è gay, e vogliamo che ne venga fuori bene.

IGN: La cosa divertente è che a maggiorparte dei fan che leggeranno la serie non avranno problemi ad andare oltre il fatto che sia gay.

R: Una delle caratteristiche dei fumetti, e lo penso davvero, è che c’è uno zoccolo duro di fan molto rumoroso, ma non così rumoroso come lo fa sembrare internet. Sulla rete sono sempre in fermento, ma c’è una maggioranza che è semplicemente felice di leggersi un fumetto e goderselo. Sì, ci saranno persone che avranno dei problemi per questo, non ci posso fare nulla. Penso sia una colossale stronzata, davvero. “Oh, wow, i ragazzini non dovrebbero prendere questa serie” Beh, perché no? Non sono fumetti erotici, ma di supereroi. Buoni e cattivi, eroi e villains, combattimenti fighi e personaggi divertenti, dialoghi frizzanti, disegni stratosferici. Come ho detto, sono stupidaggini. Se ti dà fastidio che Batwoman sia gay su Detective Comics, potrei consigliarti di guardare il telegiornale della sera, invece.. [ride]

IGN: Hai menzionato i disegni, e ne voglio parlare assolutamente. Stai lavorando con Williams III, uno degli artisti più innovativi del settore. Lui cerca costantemente di spingersi oltre sia nei layouts che nella costruzione della pagina, con un occhio davvero fantastico per il design dei personaggi. Puoi spiegarci come adatti il suo modo di lavorare alle tue sceneggiature? Com’è la vostra dinamica lavorativa?

R: Non ti adatti, perchè Jim è un visionario. Parliamo moltissimo anche prima che io inizi a scrivere, gli telefono e gli dico: “ok, questo è quello che accade in questo episodio, dobbiamo partire da qui e qui. Ho un paio di scene in mente, come vuoi realizzarle? A volte torna con un’idea, altre ci pensa un po’ di più. Poi ne discutiamo ancora per vedere cosa funziona e cosa no, e, per quanto riguarda le mie sceneggiature, non ho mai scritto in maniera così “funzionale” e chiara al disegnatore come mi è capitato per Detective Comics. Le sceneggiature si possono leggere come “Jim, questa è la cosa di cui avevamo parlato riguardo all’aereo” oppure “la prima tavola è quella di cui avevamo discusso per il disegno circolare” e ancora “Batwoman dà un calcio in faccia a quel ragazzo”. In realtà non puoi scrivere così, ma è davvero il lavoro più collaborativo che abbia mai fatto. Ho collaborato con artisti talentuosi come Lark. Tan, Matthew Southworth per Stumptown della Oni Press, ma con Williams III mi avvicino alla pagina disegnata diversamente. Penso di essere uno scrittore migliore, perché mi ha spinto a pensare non solo alla storia, ma come visualizzare quelle pagine nella maniera giusta. E’ davvero intenso. Poi c’è anche l’altro aspetto, mi chiama e mi dice: “Questo per me non funziona, se invece faccio così sì. Pensi possa andare bene?”

IGN: Le poche pagine mostrate in preview sono pazzesche

R: Sì, è un lavoro pazzesco, e non avete ancora visto nulla. Io ho visto le pagine già colorate dal quarto numero, e sono come il giorno e la notte… migliora costantemente. E quando avremo realizzato il quinto numero, direte: “Pensavo che JH Williams disegnasse questa serie.. dov’è finito?” E come se ci fosse un artista completamente diverso.. è semplicemente incredibile.

IGN: Da quello che posso capire, questa serie seguirà una strada differente e autonoma rispetto al resto dei titoli batmaniani… è una situazione piuttosto unica. Il personaggio è pressochè inesplorato, ma ha il simbolo e il richiamo del bat-segnale. Le sue avventure proseguiranno separatamente, ma fanno ancora parte di Gotham City e del DC Universe. E’ giusto dire che si tratta di una delle esperienze di lavoro più “libere” che tu hai intrapreso nell’ambito di un universo fumettitsico conosciuto e condiviso?

R: La DC mi ha aiutato moltissimo sin dall’inizio. Mi hanno dato Jim, Mike, per non parlare di Dave Stewart ai colori e Todd Klein per il lettering… ho avuto tantissima libertà, supporto e “protezione” da parte loro. Stiamo tutti prendendo questo incarico molto seriamente, vogliamo farlo bene. E quando dico lavoro, mi riferisco alle storie eccellenti che stiamo realizzando sul personaggio. Vogliamo portarla alla ribalta prima che altri se ne approprino nel modo sbagliato. Altri editor in passato ci avevano chiesto di farla apparire altrove, e io ho detto di no, almeno finchè la sua origine su Detective Comics non fosse stata svelata. Vogliamo essere sicuri che l’aereoplano funzioni, prima di farlo decollare. Perché una volta in volo, sarà difficile farlo atterrare.

IGN: Batwoman sarà una delle due serie che apparirà in Detective Comics, dato che stai scrivendo anche “The Question”. Prima di parlare di questo, sottolineando che entrambe le serie quindi saranno più corte di un fumetto tradizionale (la DC ha deciso di aumentare il prezzo ma anche il numero di pagine di diverse serie, aggiungendo in coda backstories aggiuntive n.d.t.) sono curioso di sapere se hai avuto delle difficolà nell’aggiustare il tuo approccio alle serie.

R: In realtà no. Una delle cose che amo dei comics è la natura del formato. Mi piace il fatto che tu hai un tot di pagine a disposizione, e devi scrivere quelle. Come scrittore sei obbligato a raccontare quella storia in uno spazio preciso. “Batwoman” avrà 22 pp. per i primi quattro numeri, poi diventerà di 20. “The question”, disegnata dal fantastico Cully Hammer, avrà 8 pp. per 4 numeri, che diventeranno poi 10. Così sarà ancora più seriale, e ha un senso. La serie di The Question è costituita di episodi brevi e “decisi”, che, letti tutti insieme, avranno un senso logico, sto proprio scrivendo dei capitoli, in questo caso. E, ancora una volta, lo stile grafico è molto diverso. Jim e Cully, pur essendo artisti differenti, riempiono la pagina, ma con approcci diversi, facendo sì che il risultato sia, ancora una volta, unico.

IGN: Come definiresti il “mood” di “The Question”?

R: Michael Siglain e io l’abbiamo descritta come The Equalizer (nota dell’editor: The Equalizer era una serie degli anni ’80 riguardante un vigilante urbano). Renèe cercherà risposte e ha sempre le sue domande, cercando di aiutare le persone che invece una risposta alle loro non possono averla.

IGN: Montoya ha avuto un ruolo in Final Crisis e in Revelations.Dove la incontreremo all’inizio della serie?

R: Sul balcone di un faro, letteralmente [ride]. Lei e il Professor Rodor hanno stretto un’alleanza difficile, non proprio un’amicizia. Charlie li ha uniti, e fanno il loro dovere in sua memoria. Però non perderemo a raccontare come tutto ciò è avvenuto, come con Batwoman. Non è importante come quello che succede dopo. “The Question” riguarda Renèe al lavoro, mentre lo fa.

IGN: Ovviamente Renèe e Batwoman condividono un passato: le due serie interagiranno?

R: Beh, Montoya comparirà nelle origini di Kate, essendo molto presente nella sua vita, anche se non “fisicamente” e ciò la condiziona. Non puoi fare questo e poi non farle riunire, anche se si si fanno del male reciprocamente. Hanno una relazione passionale e si amano profondamente, ma in nessun modo possono stare insieme [ride] andrebbe tutto bene per una settimana o due, poi la situazione esploderebbe.

IGN: Sembra succere molto spesso a Renèe..

R: Renèe ha il vizio fatale di Oliver Queen, ad entrambi piacciono le belle ragazze. Ma Renèe e Kate sono troppo “focose” l’una per l’altra.

IGN: Grazie mille per il tempo che ci hai dedicato Greg. Continua così!

R: Grazie, piacere mio.

A cura di Elena Pizzi
Autore: last Categoria: Batman Ore: 14:34